
FIRENZE – “Sono molto contento di essere qua. Per vincere. Ho voglia di sfide, altrimenti avrei fatto scelte diverse”. E’ il terzo inizio di Stefano Pioli, 59 anni, con la Fiorentina. Il primo da calciatore, dal 1989 al 1995, poi da allenatore, fra il 2027 e il 2019. Ora un contratto triennale da 3 milioni l’anno. Ma comincia la conferenza stampa dicendo di aver ascoltato il cuore.
– In che senso?
“Firenze me la sento dentro, alla prima chiamata che mi hanno fatto ho sentito un’emozione, una sensazione positiva. A Firenze e alla Fiorentina sono legato sotto tutti i punti di vista, ho sentito che era la cosa giusta da fare, non ho avuto nessun dubbio. Sappiate che ho buonissime sensazioni. Ho trovato tanto spessore umano e non ho mai visto un centro sportivo di questo livello. Mi sento pronto per lavorare con i ragazzi per diventare insieme più forti. Ora serve lavorare bene e con calma”.
– L’addio all’Arabia e al contratto molto ricco?
“Quella araba è stata un’esperienza e, come tutte le cose, ce ne sono state alcune positive e altre negative. Ho conosciuto una nuova cultura che mi ha reso ancor più elastico. Ma ho sentito dentro di me la volontà di inseguire sfide che hanno più pressione, ma che possono darmi più soddisfazione. In Arabia il campionato è seguitissimo, lì tutti mi conoscevano ma volevo rientrare in Italia.”
– Perchè il no alla Nazionale?
“Ho preferito la chiamata di Firenze. Quest’anno in campionato ci sono quasi tutti allenatori top e pensavo di dovessi esserci anche io. Non mi sono mai sentito così preparato”.
– E’ arrivato Dzeko, Gudmundsson e Kean sono rimasti: quale Fiorentina ha in mente?
“Riguardo a Kean, posso dire che con Moise ho parlato in questo periodo, poi io non so quanto posso aver inciso. So che lui si trova molto bene a Firenze, è molto grato al club che lo ha sostenuto nei momenti importanti. L’ho visto molto sereno e molto volenteroso, è molto forte e credo che siamo entrambi soddisfatti. Conto molto su Gudmundsson, perché è un calciatore forte e mentalmente disponibile. Sfrutterò questo periodo per conoscere meglio tutti. Dzeko è un campione ed una persona di alto profilo, sarà molto importante per la nostra squadra. L’aneddoto su di lui? A fine anno, quando ero al Milan, non c’era ancora la possibilità che Zlatan rimanesse e io chiesi proprio Dzeko. È un giocatore di grande valore, che alza il livello della squadra”.
– L’obiettivo che si è dato?
“L’obiettivo è puntare al massimo e alzare il livello, il tasso tecnico e fisico della squadra. Io ed il mio staff cercheremo di dare un equilibro alla squadra ed uno stile di gioco. Ho grande energia ed entusiasmo, possiamo fare un ottimo lavoro. I nostri tifosi sono puri. Prometto che per loro noi daremo sempre il massimo, perché un ambiente unito e compatto porta alle vittorie. Vogliamo meritarci ogni domenica il supporto dei nostri tifosi”,
– Dopo la morte di Astori, a Udine, nel 2018, lei riuscì a gestire uno spogliatoio disperato. Che ricorda conserva di Davide, un capitano per sempre?
“Davide ha inciso tanto non in questa scelta ma nella mia vita, professionale e non. Lo sento, non ho mai smesso di sentirlo. Qui è cambiato tanto ma quando mi ritrovo in ufficio lui c’è ed è giusto che sia qui con me”.
– A proposito di capitani, la fascia resterà a Luca Ranieri?
“Ho parlato con Ranieri, l’ho visto molto cresciuto e motivato. Sarà un ottimo capitano della Fiorentina”.
– Il presidente Commisso spera, finalmente, in una Fiorentina capace di vincere…
“Con il Presidente ci siamo sentiti più di una volta. Vuole che la Fiorentina cresca, cercando di soddisfare i tifosi. Commisso è una persona molto sincera, chiara e diretta. Mi auguro proprio di non deluderlo”.